{"id":170,"date":"2024-07-16T18:22:47","date_gmt":"2024-07-16T16:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/?p=170"},"modified":"2024-07-16T18:43:11","modified_gmt":"2024-07-16T16:43:11","slug":"il-ciclo-decorativo-delloratorio-dei-battenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/il-ciclo-decorativo-delloratorio-dei-battenti\/","title":{"rendered":"Il ciclo decorativo dell\u2019oratorio dei Battenti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ciclo decorativo dell\u2019oratorio dei Battenti, dipinto nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo da&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/giovanni-domenico-fiorentini\/\">Giovanni Domenico Fiorentini<\/a>, ricordava ai membri della Confraternita il sacrificio del Figlio di Dio e dei santi e martiri cristiani, suggerendo un modello di vita, cui attenersi, improntato alla preghiera e all\u2019imitazione di questi rappresentanti della Fede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli affreschi riprendono i temi di un ciclo seicentesco precedente \u2013 attribuito localmente ad Alessandro Melelli, pittore corese \u2013 di identici soggetti, come testimonia un frammento visibile sotto la scena della Crocifissione; probabilmente anche quest\u2019ultimo insieme figurativo ripeteva una iconografia del secolo XVI, al cui inizio fu completata la costruzione degli ambienti del museo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli affreschi sono attribuiti al pittore sermonetano in virt\u00f9 della iscrizione visibile parzialmente sul lato inferiore destro del San Carlo Borromeo:&nbsp;<strong>DOMIN[IC]VS FLORENTINVS INV[ENIT] PIN[XIT]<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dipinti murali occupano le pareti e la volta dell\u2019ambiente di pianta rettangolare di m 18\u00d76 circa, e sono articolati in scene sacre e immagini di santi racchiusi entro cornici dipinte (quadrilatere, ottagonali) che occupano le specchiature delle membrature architettoniche (zoccolo, paraste e cornicione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrando, lo sguardo corre verso la parete di fondo decorata da un altare dipinto, fiancheggiato da finte nicchie su cui si riconoscono, grazie ai tradizionali attributi iconografici, San Pietro (con le chiavi e il Vangelo) e San Paolo (con la spada e il Vangelo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro sono due telamoni (o atlanti) che sorreggono un timpano spezzato, sormontato da cherubini con gli strumenti della Passione e il pellicano che nutre i suoi piccoli, simbolicamente allusivo al sacrificio di Cristo per la nostra salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sopra l\u2019altare la Crocifissione con il Cristo compianto dalla Vergine, la Maddalena e San Giovanni evangelista; sotto la cornice, che racchiude la scena, sono visibili i piedi di un personaggio (sicuramente S. Giovanni) del precedente e analogo episodio evangelico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la volta \u00e8 articolata da membrature architettoniche dipinte e ornata da foglie d\u2019acanto e conchiglie. All\u2019interno di cornici di foggia mistilinea, di cui quella al centro pi\u00f9 grande, sono affrescati l\u2019Assunzione della Vergine Maria e ai lati angeli recanti cartigli iscritti con invocazioni e inviti al silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla parete d\u2019ingresso del salone, a sinistra, \u00e8 posta l\u2019iscrizione \u2013 dipinta entro una cornice mistilinea \u2013 che ricorda il restauro avvenuto nel 1841; il dipinto della Vergine con il Bambino e santi gesuiti di Odoardo Vicinelli, in quel punto fissato al muro, attualmente ne impedisce la lettura. Mentre nella parte superiore centinata \u00e8 raffigurato San Giovanni Battista sulla riva del Giordano, riconoscibile dalle vesti e dalla croce con il cartiglio iscritto dalla consueta&nbsp;<strong>ECCE AGNIVS [sic] DEI<\/strong>, che sull\u2019ingresso di una grotta affacciata su un ameno paesaggio, indica in lontananza una figura in cui \u00e8 individuabile Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla parete sinistra dell\u2019ambiente, corrispondente ad uno dei suoi lati lunghi, al centro entro una grande cornice rettangolare, \u00e8 dipinta l\u2019Ultima Cena, ambientata in una grande sala caratterizzata da una architettura classica. La met\u00e0 sinistra della scena non \u00e8 pi\u00f9 leggibile se non per un lampadario appeso al soffitto, mentre al centro del gruppo dei convitati campeggia Ges\u00f9, con accanto San Giovanni evangelista, suo discepolo prediletto; Cristo reca il pane nella mano sinistra il pane e benedice con la destra gli apostoli raccolti attorno alla grande mensa, su cui \u00e8 posato un piatto con l\u2019agnello arrosto, tipico cibo della Pasqua ebraica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un \u201cgioco\u201d di braccia e mani conduce lo sguardo dell\u2019osservatore in circolo, scorrendo sugli apostoli fino a Giuda, identificabile per i caricaturali lineamenti e per la borsa contenente il prezzo del tradimento. A destra in basso, un cane \u2013 simbolo della fedelt\u00e0 degli altri apostoli \u2013 assiste alla scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai lati entro cornici alternate ottagonali e quadrate sono dipinti San Rocco, San Carlo Borromeo, San Michele arcangelo, Sacra Famiglia, Battesimo di Cristo e San Francesco d\u2019Assisi in preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla parete opposta, tra due finestre che illuminano l\u2019ambiente, una grande cornice rettangolare contiene la Lavanda dei piedi, ambientata in un portico affacciato su un lussureggiante giardino. Anche qui un \u201cgioco\u201d compositivo di braccia e mani lega gli apostoli e conduce lo sguardo del visitatore a Ges\u00f9, che ha accanto un bacile di acqua ed \u00e8 inginocchiato; Egli solleva amorevolmente un piede di San Pietro, che tradisce una reazione improntata allo stupore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Giovanni evangelista, suo discepolo prediletto, indica l\u2019azione che Ges\u00f9 sta compiendo. Nello sguardo degli apostoli, che assistono alla lezione di umilt\u00e0 e carit\u00e0 impartita dal loro Maestro, si scopre la sorpresa. Ai lati,entro cornici alternate ottagonali e quadrate sono dipinti Sant\u2019Antonio da Padova e Ges\u00f9 Bambino, San Biagio Vescovo, San Leonardo e San Sebastiano. I santi scelti per la decorazione del luogo,in cui i confratelli flagellanti si riunivano, erano per essi modelli e rappresentavano un monito di vita e di profonda spiritualit\u00e0; erano inoltre invocati da tutti i fedeli durante le calamit\u00e0 naturali e le malattie \u2013 come la peste vero flagello del passato e la malaria \u2013 e per favorire migliori condizioni sociali e come protezione per il proprio ambiente, urbano o agricolo che fosse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli affreschi della Sala dei Battenti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seconda met\u00e0 sec. XVIII<br><strong>Domenico Antonio Fiorentini (1747-1821)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Parete Nord<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"586\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-187\" srcset=\"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista.jpg 1024w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista-768x440.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/010_San_Giovanni_Battista-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">San Giovanni Battista<br><\/a><\/strong>Il dipinto \u00e8 delimitato da una cornice che segue il profilo della volta. Il Santo \u2013 &nbsp;rappresentato tradizionalmente vestito di una pelle animale e con un agnello alla sua destra, come riferimento al futuro sacrificio di Ges\u00f9 \u2013 indica la figura di Cristo in secondo piano. Sulla sua sinistra \u00e8 un paesaggio che allude al fiume Giordano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Iscrizione del restauro della Sala<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">D. O. M<br>ORATORIUM FLAGELLATORUM<br>SERMONETENSIUM SACROSANTAE LATERANENSIS ECCLESIAE<br>SODALITATI LEGIBUS AC<br>PIETATIS STUDIO CONIUNCTORUM<br>ERGA JESUM CRUCI AFFIXUM<br>ET RELIGIONIS MONUMENTUM FECIT SUAE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Rest. Anno 1841<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>A Dio Ottimo Massimo<br>I flagellanti sermonetani uniti (consociati) nelle leggi e nella spiritualit\u00e0 alla sacrosanta chiesa lateranense fecero restaurare nel 1841 l\u2019oratorio come monumento verso Ges\u00f9 crocifisso e alla religione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Parete ovest<\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\">\n<li><strong>San Sebastiano<br><\/strong>Il Santo \u00e8 rappresentano in maniera tradizionale, legato ad un albero e trafitto da frecce. L\u2019immagine \u00e8 delimitata da un riquadro ottagonale allungato. La tradizione descrive il Santo a Roma dove si prodig\u00f2 nella cura dei carcerati e degli appestati, specifica attivit\u00e0 della Confraternita dei Battenti. Il suo culto nel territorio lepino ebbe ampia diffusione.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Leonardo<br><\/strong>Il Santo \u00e8 rappresentano in abiti monacali di colore bianco, appoggiato ad un sepolcro, con in mano dei ceppi legati da catene, generalmente utilizzate per schiavi e carcerati. L\u2019immagine \u00e8 delimitata da una cornice rettangolare dipinta. Santo patrono dei detenuti, anche lui indicava uno degli scopi sociali dei Battenti, quali la visita e la salvaguardia appunto dei carcerati. Protettore anche dei fabbri, dei mastri ferrai e dei malati di mente, che venivano trattenuti dalle loro insane azioni con il supporto delle catene.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lavanda dei piedi<br><\/strong>La scena rappresenta il momento in cui Cristo inginocchiato con accanto un catino e un panno deterge e asciuga i piedi ai discepoli; l\u2019umile gesto scandalizza gli apostoli, provocandone la reazione e i commenti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Biagio vescovo<br><\/strong>Il Santo, seduto e con la gamba sinistra posata su un piedistallo, \u00e8 riconoscibile dall\u2019attributo iconografico del bastone episcopale e degli strumenti del martirio, tra cui un pettine per cardare la lana. Il suo culto \u00e8 diffuso in aree agricole e pastorali. Protettore di animali selvatici e domestici e invocato per il buon esito della produzione agricola.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Antonio da Padova e Ges\u00f9 Bambino<br><\/strong>Il Santo francescano \u00e8 rappresentato in ginocchio davanti l\u2019apparizione di Ges\u00f9 Bambino benedicente e con il globo. Sul retro parzialmente nascosto da una tenda un giovane assiste al miracolo. Il tradizionale giglio ne aiuta l\u00ec identificazione.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Parete est<\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"8\">\n<li><strong>San Rocco<br><\/strong>Gli attributi iconografici delle piaghe, del cane con in bocca il pane e il bastone del pellegrino permettono di identificare il Santo che mostra le sue ferite sulla coscia alzando un lembo del suo abito. San Rocco \u00e8 protettore degli affetti da peste, favorita dall\u2019ambiente insalubre della palude. Il culto del santo ebbe un largo seguito, diffuso dalle Confraternite ad esso dedicate che oltre alla cura degli appestati, svolgevano pratica espiatoria e attivit\u00e0 caritatevoli.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Carlo Borromeo<br><\/strong>Il Santo, rappresentato in abiti cardinalizi (colore rosso e galero) e con gli attributi vescovili (mitra e bastone episcopale) \u00e8 rappresentato tra angeli in preghiera abbracciato alla Croce inginocchiato davanti un altare. Il suo culto localmente non fu fiorente, ma per la spiritualit\u00e0 dei Battenti fu un esempio, ma non solo. Anche San Carlo si prodig\u00f2 verso gli ammalati, durante la peste del 1576 che colp\u00ec Milano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Michele arcangelo<br><\/strong>L\u2019Arcangelo psicopompo \u2013 guida delle anime dei trapassati verso il regno dei morti e giudice delle anime \u2013 \u00e8 raffigurato in abiti guerrieri (lorica ed elmo piumato) reggente una bilancia per pesare le anime appesantite dalle colpe; monito per i potenziali peccatori. Ebbe un culto radicato in ambito locale; a Sermoneta gi\u00e0 nel 1120 fu consacrata una chiesa a lui intitolata.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ultima cena<br><\/strong>La scena, con Cristo al centro, \u00e8 priva della parte sinistra in corrispondenza di una lacuna nel dipinto; \u00e8 comunque riconoscibile l\u2019episodio evangelico, rappresentato nel momento della rivelazione del tradimento che suscita negli apostoli sorpresa e sdegno. Lo sguardo di Ges\u00f9 \u00e8 rivolto verso l\u2019apostolo Giuda, posto dalla parte opposta con il volto di profilo rappresentato con tratti caricaturali, identificabile dalla borsa contenente il compenso per il suo vile gesto.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sacra Famiglia<br><\/strong>Oltre ai genitori \u2013 San Giuseppe \u00e8 posto in secondo piano, come di consueto, e con lo sguardo rivolto al cielo \u2013 sono presenti San Giovannino (il Battista), in un gesto di affettuoso abbraccio di Ges\u00f9, e la madre Elisabetta, parente \u2013 forse cugina \u2013 di Maria.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Francesco d\u2019Assisi in preghiera<br><\/strong>Il Santo \u00e8 raffigurato all\u2019interno di una grotta, mentre prega davanti ad una rudimentale croce, con il libro della Regola aperto e un cranio che ricorda la vacuit\u00e0 e precariet\u00e0 della vita terrena.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Parete sud<\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"14\">\n<li><strong>San Pietro<br><\/strong>Il Santo, posto su un piedistallo dipinto, \u00e8 raffigurato tradizionalmente con le chiavi del cielo, una d\u2019oro e una d\u2019argento, e il libro (il Vangelo)<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Crocefissione di Ges\u00f9 Cristo<br><\/strong>Ges\u00f9 Cristo morente sulla croce \u00e8 circondato dal giovane San Giovanni, dalla Vergine in lacrime e dalla Maddalena inginocchiata. Dalle ferite del Signore sgorga copioso il sangue. Sotto i piedi di San Giovanni, oltre la cornice, si riconoscono altri piedi in una analoga posizione, che attestano come l\u2019affresco del Fiorentini sia una versione pi\u00f9 recente degli originali dipinti murali di medesimo soggetto.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>San Paolo apostolo<br><\/strong>Il Santo \u00e8 rappresentato secondo l\u2019iconografia tradizionale, con nel pugno della mano destra una spada e recante nella sinistra un libro (il Vangelo) sostenuto dal ginocchio rialzato poich\u00e9 ha la gamba poggiante su un piedistallo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Volta<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"17\">\n<li><strong>Assunzione della Vergine Maria<br><\/strong>La Madonna Assunta \u00e8 assisa sulle nuvole e circondata da angeli adoranti.<br>Il dipinto \u00e8 delimitato da un riquadro dal perimetro mistilineo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Angeli in gloria recanti cartiglio con invito al silenzio<br><\/strong>Gli angeli recano un cartiglio con la seguente iscrizione: SILENTIVM; QVIA NON LICET LOQVI. COR.[\u2026] XI<br>La scena \u00e8 delimitata da una cornice dipinta di forma mistilinea.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Angeli in gloria recanti cartiglio con invocazione<br><\/strong>Gli angeli recano un cartiglio con la seguente iscrizione: FECIT DOMINUS MIHI MAGNA LVC.[A]<br>\u00a0La scena \u00e8 delimitata da una cornice dipinta di forma mistilinea.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli affreschi della Sala dei Battenti<\/h3>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-89b4c9e9 wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button is-style-primary\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/loratorio-dei-battenti\/\">La Sala dei Battenti<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-4 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"635\" height=\"800\" data-id=\"171\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/010_San_Giovanni_Battista-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-171\" 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class=\"wp-element-caption\">San Leonardo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"563\" data-id=\"175\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/05_Lavanda_dei_piedi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-175\" srcset=\"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/05_Lavanda_dei_piedi.jpg 1024w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/05_Lavanda_dei_piedi-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/05_Lavanda_dei_piedi-768x422.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lavanda dei piedi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"644\" height=\"800\" data-id=\"176\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/060_San_Biagio_Vescovo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-176\" srcset=\"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/060_San_Biagio_Vescovo.jpg 644w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/060_San_Biagio_Vescovo-242x300.jpg 242w\" sizes=\"auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">San Biagio Vescovo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/070_San_Antonio_da_Padova-_-Gesu_Bambino.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"699\" height=\"800\" data-id=\"177\" 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href=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/015_Crocefissione_di_Gesu_Cristo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"800\" data-id=\"183\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/015_Crocefissione_di_Gesu_Cristo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-183\" srcset=\"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/015_Crocefissione_di_Gesu_Cristo.jpg 788w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/015_Crocefissione_di_Gesu_Cristo-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/015_Crocefissione_di_Gesu_Cristo-768x780.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crocefissione<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/016_San_Paolo_Apostolo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"531\" height=\"800\" data-id=\"184\" src=\"http:\/\/museidiocesilatinait.trasferimentiaruba.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/016_San_Paolo_Apostolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-184\" srcset=\"https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/016_San_Paolo_Apostolo.jpg 531w, https:\/\/www.museidiocesilatina.it\/sermoneta\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/016_San_Paolo_Apostolo-199x300.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">San Paolo Apostolo<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ciclo decorativo dell\u2019oratorio dei Battenti, dipinto nella seconda 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