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La cattedra della Collegiata - Scheda (Parte I)

Urna cineraria romana a forma di altare di provenienza ignota, parzialmente rimaneggiata in epoca post antica e trasformata in cattedra vescovile. Ubicata fin da epoca medievale, secondo quanto riferisce lo storico Pietro Pantanelli (1710 - 1787), presso la navata laterale destra della cattedrale di Santa Maria Assunta a Sermoneta, è stata recentemente oggetto di un approfondito restauro e ha trovato una nuova collocazione presso il vicino Museo Diocesano d’Arte Sacra.
L’altare ha alla base un plinto che sorregge una modanatura a toro con decorazione a squame sormontata a sua volta da un cavetto a kyma lesbio continuo che si raccorda al fusto tramite un sottile listello.
In posizione angolare e rigorosamente sugli spigoli anteriori, due sfingi acefale aggettanti poste a guardia della tomba, inquadrano sul lato frontale la lotta tra un serpente e un uccello trampoliere con lungo becco ricurvo da identificare presumibilmente con un ibis, uccello sacro e associato al dio Thot, simbolo di saggezza, conoscenza e vittoria sul caos. All’auspicio di un passaggio ordinato e protetto nell'aldilà a cui allude l’uccello si contrappone quello ctonio indicato dal serpente con cui esso lotta: infatti, tra i molteplici significati simbolici assunti dal rettile nei contesti funerari vi è quello dello spirito del defunto che discende nelle profondità della terra. Con la diffusione a Roma dei culti isiaci entrano stabilmente nel repertorio funerario romano fauna e motivi nilotici: l’ibis, il serpente e la sfinge qui compaiono come simboli religiosi e decorativi legati al mistero della morte, alla rinascita e alla protezione dell'anima.